Il Punto — 16 maggio 2013

Per l’italiano medio, l’Italia è una bomba ad orologeria, un ingranaggio pronto ad esplodere da un momento all’altro, una macchina mai imperfetta come oggi, volta al collasso sociale. La crisi che attanaglia il nostro Paese è ovunque, soprattutto nelle strade e nelle piazze. E non stiamo soltando parlando dei mendicanti, dei nuovi clochard, dei barboni che vediamo ogni giorno all’angolo della strada.

vittime della crisi

Stiamo parlando di piazze gremite a tutte le ore del giorno, di uomini e donne che si recano senza problemi di tempo ai comizi pubblici in piazza, alle manifestazioni. Li sentiamo affacciandoci al balcone di casa, in una mattina qualunque. Urlano, si dimenano, sventolano bandiere con emblemi ai quali credono e che, molto presto, li deluderanno nuovamente. Scendo sotto casa e chiedo ad una donna quali motivazioni l’abbiano spinta a partecipare al comizio: “Sono disoccupata” mi dice “Pensi che se avessi un lavoro avrei tempo di partecipare a tutte le manifestazioni di questo partito?”. È sconvolta, ed io rifletto. Sì, perchè, chi un lavoro ce l’ha, se ne resta in ufficio e poco si preoccupa della mancanza di posti di lavoro. Invece, lì, la piazza è gremita. Già gremita di disoccupati.

Crisi: la strada verso il suicidio

 

Disoccupati che, nonostante tutto, hanno ancora la forza di protestare. Perchè tanti, sopraffatti dalla crisi, hanno preferito la morte. La frase suona tagliente, ma nei primi otto mesi del 2012, 133 persone hanno scelto la strada del suicidio, ed ogni giorno qualcuno decide di passare a miglior vita, si spera. Esodati, cassaintegrati, disoccupati, imprenditori sul lastrico, giovani e pensionati. Hanno scelto, perchè il suicidio è una scelta. In questo caso, però, è la motivazione che conta. Imprenditori schiacciati della tasse, buste paghe ai minimi storici, licenziamenti a raffica. E quando arrivi a fine mese e non puoi mangiare, lì sì, che fa la differenza. Uomini senza speranza, una speranza vanizzata dallo Stato. Perchè è soltanto quando svanisce la speranza che un individuo può arrivare a tanto. E di speranza, la classe politica, continua a privarci. Un uomo ha anche attentato Palazzo Chigi, sparando ad altezza d’uomo e ferendo due carabinieri: “Il mio obiettivo erano i politici” avrebbe detto in seguito.

Ed allora, tutte queste, non sono forse stragi di Stato?

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