Estero — 05 Luglio 2015

Dopo il referendum del 5 Luglio 2015 in Grecia ed in Europa si respira un’aria indecifrabile: difficile capire cosa accadrà nelle prossime settimane nello stato ellenico e nei mercati di tutto il mondo.

Ricapitoliamo la situazione.

La Grecia ha un debito di quasi 300 milioni di euro:

  • 131 Miliardi di Euro al Fondo europeo di stabilità finanziaria
  • 34 Miliardi a investitori privati
  • 53 a singoli Stati Europei
  • altri al FMI ed alla BCE
debiti grecia

Grafico dei debiti della Grecia

Il 30 Giugno scorso la Grecia avrebbe dovuto restituire circa 1,7 miliardi al FMI: il mancato pagamento ha di fatto portato la penisola ellenica al default. Potrebbe essere espulsa dal FMI ed avere forti difficoltà a trovare finanziamenti ed aiuti economici.

ESM FMI BCE ed Unione Europea – Crisi in Grecia

Anche gli accordi con l’Unione Europea sono falliti: la Grecia chiedeva un ulteriore aiuto finanziario che però non è andato, almeno per ora, a buon fine. E’ stato chiesto anche un aiuto al fondo europeo salva stati l’ESM ma questo prevede una votazione di tutti gli Stati Europei a cominciare dalla Germania, il cui parlamento ha sfiduciato  il governo greco; il risultato del referendum di oggi andrebbe a peggiorare, logicamente, anche questa situazione.

Alla Grecia, la Comunità Europea ha anche chiesto delle riforme e la riduzione della spesa pubblica che però non hanno avuto risposte concrete.

La BCE, che già in passato ha versato nelle banche greche circa 90 miliardi di euro per tenere in vita il sistema finanziario ha negato un ulteriore aiuto, per il momento; la decisione del salvataggio della Grecia è soprattutto politica, non solo strettamente finanziaria o economica.

Accettare l’insolvenza della Grecia è fuori dalla regole del FMI e della Unione Europea ed aprirebbe un pericoloso e grave precedente che potrebbe essere emulato da altri stati nella posizione simile a quella greca.

Il no del referendum potrebbe inasprire ancor più le azioni dei tanti creditori della Grecia e potrebbe portare ad un blocco definitivo degli aiuti con impossibilità di pagare stipendi e pensioni.

Mentre si attende l’apertura delle borse di domani, l’euro già barcolla verso il dollaro, scendendo a 1,0991

 

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Karen Benedetti
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