Salute e Medicina — 24 gennaio 2014

Legalizzare la Cannabis. Non si sente altro, ultimamente. E così, come l’Uruguay, anche la regione Lazio ha deciso di fare un passo in questa direzione. Il consigliere Riccardo Agostini parla chiaro: legalizzare la Cannabis, sia a scopo medico che ricreativo, investire i proventi per risanare il mostruoso debito che pende sulla Sanità locale.

marijuana legale italia

 

Cannabis Legale progetto Lazio

Un progetto allettante, depositato dal democratico Riccardo Agostino secondo cui la regione Lazio potrebbe diventare laboratorio sperimentale per la legalizzazione della Marijuana, ed allo stesso tempo creare un monopolio per la circolazione della stessa, proprio come accade per il tabacco. Secondo il progetto sarà dunque lo Stato a dover assumere il controllo dell’importazione, la regolazione della vendita e la commercializzazione. Spetterà alle istituzioni anche tutta la regolamentazione inerenti alla coltivazione, concimazione e raccolta del prodotto. Insomma, una filiera di produzione completa, dal seme all’acquisto da parte del cliente, tutta controllata dallo Stato e sotto un monopolio fiscale. I proventi, derivanti da tale attività, dovranno servire per sanare le casse della Sanità, da tempo in gravissime condizioni economiche.

Ma il Lazio non è l’unica regione ad aver fatto dei passi avanti in questa direzione. Lo scorso 13 gennaio, Torino è stata la prima città italiana il cui Consiglio regionale ha chiesto l’annullamento della legge Bossi-Fini che equipara la Marijana alla cocaina o al crak e la legalizzazione della stessa Cannabis. In particolare la giunta Fassino si è spesso adoperata per la concessione all’uso terapeutico della Marijana ai malati.

Un argomento che fa discutere, ma che potrebbe arrivare ben presto ad una svolta decisiva, per il nostro Paese e per coloro che fanno uso delle droghe leggere.

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