Il Punto — 17 dicembre 2013

DONNE CON LE PALLE? MA ANCHE NO…

Un’amica riporta su Facebook un dialogo, tratto da un film, in cui un uomo riconosce ad una donna, una poliziotta,  di averla scelta per un importante  incarico in quanto dotata dei cosiddetti “attributi”.

Quante volte nella vita, mi è capitato di sentire (ed ahimè, in passato, utilizzare) questa espressione, per definire una donna: coraggiosa, forte e/o audace, come se queste qualità  appartenessero per natura agli uomini e solo eccezionalmente alle donne.

L’idea del coraggio come caratteristica prettamente maschile è molto antica; era attribuita al cacciatore primitivo che affrontava le bestie feroci, ai cavalieri che difendevano donne e bambini, ai soldati che combattevano per la patria e a tante altre figure, ma sempre e comunque maschili! Questo accadeva ed accade, non perché nella storia, nell’attualità o nella quotidianità della vita non ci siano figure femminili coraggiose,  ma perché si vuole sottolineare con quell’espressione, che queste donne hanno merito, esclusivamente perché in grado di attuare un comportamento maschile.

coraggio donne

Ma è davvero così? Davvero Lucia, la donna sfregiata dall’acido su commissione dell’ex compagno, che partecipa ad incontri pubblici per denunciare la violenza sulle donne e per aiutare chi ne è  vittima, sta, con la sua battaglia,  mettendo in atto  un comportamento solo maschile? Veramente Malala, la giovanissima attivista pakistana per i diritti civili delle donne, che ha rischiato la vita in un attentato di matrice integralista, perché attraverso il suo blog per conto della BBC denunciava la condizione femminile creata dal regime talebano,   è coraggiosa solo perché si è comportata come avrebbe fatto un uomo?

Lucia e Malala sono solo due esempi di Donne che lottano con coraggio e caparbietà rischiando la propria vita in nome di un ideale di libertà universale, ma molte altre Donne nella storia e nel mondo sono coraggiose anche senza compiere gesti eclatanti,  anche solo per il coraggio di vivere in certe situazioni di miseria , di discriminazione o di sofferenza.  Queste non sono «donne con le palle»,  sono semplicemente donne che credono in quello che fanno e che lottano per ciò che vogliono.

lucia acido

Smettiamola quindi di usare quest’espressione,  questa luogo comune e cominciamo a rifiutarlo, perché le parole agiscono, le parole violentano, le parole discriminano in modo attivo e prepotente.

La battaglia per la parità muove anche da un corretto utilizzo del linguaggio come mezzo per demolire gli stereotipi e  le discriminazioni, ma se non iniziamo noi Donne a condurla, noi che ne subiamo costantemente gli effetti, non cambierà mai nulla. Spetta a noi il compito di essere il motore, la parte attiva, di quel cambiamento forte e strutturale, di cui  l’umanità intera ha urgente bisogno. Non servono gesti eclatanti da parte di tutte, basta il coraggio della consapevolezza di ciò che veramente siamo e del mondo che vogliamo regalare alle nostre future  figlie e ai nostri futuri figli.

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